I Placebo in Puglia
Live in Noci (BA) il 01/09/2010
Simona Ferrari
Prima di comprare il biglietto mi sono più volte chiesta: “ma sarà vero? I Placebo a Noci?” Da queste parti non siamo affatto abituati a concerti di questa portata. Per vedere un gruppo come i Placebo solitamente è necessario fare molti chilometri in più. Soprattutto per chi come me li segue dagli esordi è davvero un evento straordinario.
Partiamo da Bari alle 17:30 e al nostro arrivo, poco dopo le 18.30, c'è già un sacco di gente. Fa piacere vedere che al seguito della band, in attività da circa 15 anni, ci sono anche molti giovanissimi. L'organizzazione è ottima, c'è un area parcheggio, ci sono le forze dell'ordine, cibo e bevande a prezzi moderati. Ma l'attesa inizia a farsi sentire e il tempo sembra scorrere lentissimo… Non vedo l'ora di ascoltarli!
Due gruppi intrattengono il pubblico prima del concerto: la prima band, One Way Ticket, da Bari, suona circa 20 minuti: protagonisti di quel classico rock italiano alla Litfiba, stonano decisamente con il contesto internazionale di cui si ritrovano ospiti. I brani del secondo gruppo, gli Hana-B, italiani trapiantati a Londra, scivolano via un po’ troppo anonimi, orecchiabili ma senza pretese e i circa 30 minuti a loro disposizione diventano troppi per il pubblico che ormai in modo prepotente invoca i Placebo già a metà della loro performance.
Poi finalmente si spengono le luci ed io che non so più che ore sono resto ipnotizzata dall'intro... ed ecco apparire i Placebo sul palco. Brian Molko, in tenuta total black, con tanto di cappello e occhiali sembra ancora un ragazzino, mentre Steve Olsdal è sempre più muscoloso e non fa nulla per nasconderlo.
Si parte con Nancy Boy, immediata la scarica di adrenalina, un tuffo nel passato e come inizio non c'è male. Si prosegue con Asthray Hearts, e le circa 8000 persone presenti e in delirio nell'arena stracolma pensano già solo a saltare e cantare. Poi è la volta di Battle For The Sun, Soulmates (b-side del singolo This Picture, in cui Brian Molko regala anche una non proprio simpatica citazione al Silvio Nazionale) e Kitty Litter.
I suoni sono precisi, limpidi e potenti e Steve Forrest, il nuovo batterista, suona in modo davvero impressionante. È il momento di Every You Every Me, Special Needs (incredibilmente d'atmosfera), Breathe Underwater, The Never-Ending Why e Bright Lights.
Ovviamente è Battle For The Sun l'album che trova maggior spazio nella scaletta. L'idea della regia, le immagini proiettate alle loro spalle, mi ricordano un po’ il Tour of the Universe dei Depeche Mode... in miniatura, ma lo ricordano. Si continua con Meds, Teenage Agnst, All Apologies (cover un po’ inaspettata dei Nirvana).
Poi Brian Molko ricorda la fotografa Corinne Day, morta il 27 agosto scorso, suo lo scatto della copertina dell'album Without You I'm Nothing, dedicandole Song To Say Goodbye. The Bitter End chiude in stra-bellezza la prima parte. Dopo 5 minuti di pausa eccoli di nuovo sul palco, altre 4 canzoni magistralmente suonate nell'encore: Trigger Happy Hands, Post Blue, Infra-Red e il finale è tutto per Taste In Men che chiude un concerto assolutamente perfetto e senza sbavature, grazie anche al contributo dei musicisti aggiunti che li affiancano dal vivo. Un saluto, un inchino ed i Placebo lasciano il palco, le luci si spengono ma la magia resta.
Mi sarebbe piaciuto poter sentire pezzi storici come This Picture, Bionic o Without You I'm Nothing, ma va bene così. Qualcuno è deluso perché il concerto è durato poco più di 1 ora e un quarto, qualcun altro perché a parte un paio di "grazie" Brian ha interagito poco con il pubblico, ma 19 canzoni non sono poche e ciò che conta è come sono state suonate. Torno a casa più che soddisfatta e carica di ricordi che resteranno indelebili. Pochi concerti sono stati così d’impatto.