
Oggi a Bari al teatro Petruzzelli durante il Bif&st
Luisa Ranieri ha ricevuto
il premio "Arte del cinema"
al Petruzzelli l'attrice parla dei suoi progetti
la nuova serie di Lolita ci sarà .Luisa ama sperimentare nuovi ruoli.
Ha iniziato con il teatro, non pensava di poter fare l’attrice. infatti, non aveva un’idea precisa di sé come attrice.
Non sapeva in cosa fosse più portata, né quale strada avrebbe preso. E forse è proprio questo a renderla così autentica: il desiderio di esplorare, senza etichette. Le piace la commedia, ma anche il dramma.
Le piace, soprattutto, mettersi alla prova.
Un inizio inatteso
Il suo ingresso nel mondo della recitazione non è stato pianificato. Nata a Napoli, cresciuta con il teatro .
Studiava altro, ha studiato le lingue e poi all’università giurisprudenza, perché anche nei tribunali si mettono in scena delle storie, immaginava un futuro diverso. Poi arriva un incontro, un’occasione, e tutto cambia.
È uno di quei momenti in cui la vita devia improvvisamente, e lei sceglie di seguirla. Senza troppe certezze, ma con curiosità.
L’amore e il lavoro
Nel 2004 incontra Luca Zingaretti. Non pensava che avrebbe condiviso la vita con un altro attore, e invece è successo. Oggi tra loro c’è un legame fatto di affetto e complicità, ma anche di confronto continuo sui testi, sulle storie, sul lavoro.
Un dialogo che arricchisce entrambi, senza mai sovrapporsi.
Per Ranieri recitare significa una cosa precisa: Entrare nei personaggi fino a costruirli da dentro, lavorando sulle battute, cercando l’empatia, anche quando è difficile.
Non sempre è un processo semplice. Ci sono ruoli che richiedono fatica, che mettono alla prova. Ma è proprio lì che trova il senso del suo mestiere: nella costruzione, nel dettaglio, nella trasformazione. Recitare per Luisa significa anche divertirsi ad interpretare sempre ruoli nuovi, diversi che lei sente nel profondo.
Due modi opposti di fare cinema
Nel suo percorso ha incontrato registi molto diversi tra loro, come Ferzan Ozpetek e Paolo Sorrentino.
Con Ozpetek il lavoro è condivisione: si costruisce insieme, si improvvisa, ci si lascia andare. È un regista che accompagna, ti prende per mano, che crea uno spazio vivo, quasi un “ring” emotivo in cui gli attori possono muoversi liberamente.
Con Sorrentino, invece, tutto è già scritto con estrema precisione. Il margine è diverso: bisogna trovare la propria strada dentro un disegno rigoroso. E anche questo, per lei, è stimolante.
La vulnerabilità, senza esibizionismo
Parlando della nudità in scena, Ranieri è molto chiara: non deve essere mai gratuita. Da giovane l’ha vissuta con disagio, quasi subendola. Oggi invece la accetta solo se ha un senso, se è parte di un racconto, se la scena e’ protetta.Pochi attori in scena.
Con Sorrentino, ad esempio, non si è mai sentita esposta inutilmente: c’era sempre una cornice, una ragione.
Lolita e le donne del Sud
Tra i suoi personaggi più noti c’è Lolita, protagonista di “Le indagini di Lolita Lobosco” Una donna forte, moderna, a volte anche in conflitto con altre donne.
Un ruolo che le somiglia in parte, ma che le ha anche permesso di raccontare le complessità del Sud, senza stereotipi. Perché, pur vivendo a Roma, Ranieri resta profondamente legata a Napoli, alle sue radici.
Scrittura, cibo e consapevolezza
Negli ultimi anni si è avvicinata anche alla scrittura, quasi per gioco. Dall’incontro con Sandra Farnetti nasce un progetto che unisce alimentazione e consapevolezza.
“Non pensiamo abbastanza a quello che mangiamo”, ammette. E da lì nasce la voglia di studiare, capire, approfondire. Un altro modo, in fondo, per conoscersi.
Conoscersi davvero
E poi c’è l’analisi. Un passaggio quasi inevitabile, dice, per chi fa questo mestiere. Un percorso non facile, a volte solitario, ma fondamentale.
Perché recitare significa anche scavare dentro se stessi. E senza questo lavoro, certi personaggi restano in superficie.
Sempre in movimento
Ranieri non ha mai avuto il mito del cinema americano. Non rincorre modelli lontani. Preferisce continuare a cercare, a cambiare, a lavorare con registi diversi.
I sogni? Ce ne sono ancora tanti. Ma più che obiettivi precisi, quello che emerge è un atteggiamento: restare aperta, curiosa, in movimento.
Perché, in fondo, è proprio questo il suo modo di stare al mondo — e sullo schermo.