Recensione del libro "Voglio L'America"

Mercoledì 12 Maggio 2010 08:01 Vincenza Fanizza Reading point - Recensioni
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Vincenza Fanizza

 

A volte per inseguire i propri sogni è necessario partire.franceschini_enrico2

 

E’ quello che racconta il giornalista e scrittore Enrico Franceschini in “Voglio l’America” (Feltrinelli, pag 189, euro 13,00).

 

Inizio anni ottanta. Una valigia piena di sogni, una macchina da scrivere portatile e  un biglietto di solo andata.

 

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Il protagonista del romanzo è un giovane  squattrinato appena uscito dall’Università con la voglia di conquistare gli States e fare il giornalista al di là dell’Atlantico, attirato dai romanzi di Bukowski, dai film di De Niro e dalle luci di Broadway. La realtà, però, è diversa: nessuno pubblica i suoi articoli e per sopravvivere è costretto a distribuire volantini pubblicitari di un “topless bar”, a rubacchiare nei negozi e a vivere di espedienti.

 

Le pagine scorrono veloci, tra avventure, colpi di scena e divertenti incontri, come quello in un bar di periferia dove al banco c’è un cameriere aspirante attore che si chiama Bruce Willis.

 

È un’America fantastica e a lungo fantasticata quella in cui ci perdiamo cercando di tenere il passo del protagonista

 

Poi il colpo di fortuna e l’occasione di mettersi finalmente alla prova. Da quel momento la strada diventa tutta in discesa: al Martin Eden dei nostri giorni si aprono prima le porte del mondo patinato della Grande Mela poi, con l’assunzione a ”Repubblica”, le corrispondenze da New York, Mosca, Gerusalemme e ora Londra.

 

Enrico Franceschini, con questa autobiografia romanzata, non solo coinvolge e diverte il lettore ma, in questo momento di crisi, lancia un messaggio positivo: se si  è davvero motivati, alla fine si riesce ad ottenere quello che si vuole.

 

 

 

scelto per: tutti i sognatori e quelli che vogliono seguire le proprie passioni ma non hanno santi in paradiso.