Vincenza Fanizza
CAPO SANT’ANDREA- In questo suggestivo luogo dove il mare ha i colori più belli dell’isola e la natura è incontaminata vive Nello Anselmi, storico albergatore elbano.
“ Mio padre- racconta Anselmi- ha dato vita all’hotel “Cernia Isola Botanica” nel ’46, il primo albergo sorto a Capo Sant’Andrea. Ricordo che, nel ’50, quando io ero ancora ragazzo, Michael Ende, autore de "La storia infinita", è stato uno dei primi ospiti “illustri” del nostro albergo”.
Nello Anselmi, da sempre, coltiva l’hobby della scrittura e della fotografia.
"Mentre fuori imperversava il rumore del mare- ricorda Anselmi- le favole sulle ginocchia di mio padre mi parlavano di rocce e di figure fantastiche che abitavano la costa dell’isola. La Balena pietrificata, la Culata del diavolo, la Foca monaca, il Papa e ogni volta che nelle pause dei miei giochi guardavo il monte, ”L’Omo masso” e “L’Aquila”, da lassù, mi osservavano maestosi.
Adesso “Il Papa” è stato portato via da un’onda più grossa delle altre, “l’Omo masso” è stato abbattuto da un fulmine ed altre figure sono in procinto di cadere in mare e scomparire per sempre.
Tutto cambia e si trasforma intorno a noi. Ma la roccia a me più vicina, è stata da sempre “Polifemo”, una roccia amica, alta ed imponente, davanti la finestra di casa mia, sulla cui cima spesso mi arrampicavo.
Osservavo l’altro giorno “Polifemo” nella sua maestosità, mi è sembrato, provato, minato da profonde fessure che si sono insinuate nella sua crosta granitica, mi è parso invecchiato, eppure è passato così poco tempo.”
Da queste sue osservazioni e dai suoi ricordi d’infanzia è nato il libro “Mostri di pietra e leggende dell’isola d’Elba” (Edizioni d’arte Renografica).
“Questa è la storia- spiega l’autore- di un viaggio fantastico iniziato molti anni fa fra i mostri di pietra che da sempre popolano questa nostra isola. La pietra: questa materia apparentemente inerte si è lasciata modellare dalla salsedine, dalla pioggia, dal vento, creando figure fantastiche, che come monumenti alla natura, continueranno a sfidare i tempi.
Scoprirle è provare emozioni fantastiche, è sfidare la fantasia, ma è anche carpire un nuovo aspetto di quest’isola che continua a sorprendere. Forse i primitivi che abitarono questo lembo di terra le usarono come idoli propiziatori, o chissà per quali altri riti a noi sconosciuti”.
Il libro, oltre alle bellissime fotografie dei ‘mostri di pietra”, raccoglie anche alcune leggende elbane, ricche di poesia e di misteri.