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Una storia toccante

Giovedì 03 Aprile 2014 11:08 Maria Fanizza
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Maria Fanizza

 Bari 2 Aprile 2014 Teamigrtro Petruzzelli.

Il giornalista Fabrizio Gatti, ieri al Petruzzelli, a Bari ha presentato una storia molto toccante: quella di tanti bambini siriani partiti dal loro paese per raggiungere l'Italia.

Gatti ha esordito chiedendo in modo provocatorio “Voi dove eravate il giorno 10 Ottobre 2013 alle 10 di sera ?” Ed ha iniziato a raccontare : "Un peschereccio stracolmo di bambini con i loro genitori parte dalla Libia, navigando lungo la costa verso la Tunisia, così da poter poi raggiungere Lampedusa o la Sicilia.Sono un gruppo di medici e ingegneri che scappano dalla Siria, dove sono impegnati, invece che come medici specializzati, come estrattori di proiettili dai corpi dei soldati. Il loro desiderio é quello di andare in Svezia, per ottenere il visto di soggiorno che viene concesso solo a chi risiede nel paese della penisola scandinava o andare negli Emirati Arabi o in Egitto, ma anche lì vige la stessa regola».
«Milleseicento dollari per poter arrivare in Italia. Su una carretta stracolma, l’1,6 per cento di rischio, calcolato studiando da internet le percentuali degli sbarchi in Italia, e perciò vale la pena rischiare e fare quel viaggio».

Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Aprile 2014 18:15 ) Leggi tutto...
 

Una proiezione "speciale" per le scuole

Sabato 01 Marzo 2014 09:34 Vincenza Fanizza
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Una proiezione “speciale” per le scuole

 

di Vincenza Fanizza

 FIRENZE- Per gli studenti una mattinata di proiezioni e riflessioni su “Identità, ruoli e maschere tra infanzia e adolescenza”, a partire dal film “Tomboy” di Céline Sciamma ( Francia, 2011), sabato 8 marzo 2014, ore 9.30, al Cinema Odeon, piazza Strozzi.

L’iniziativa è organizzata da Cristina Giachi, Assessore all’Istruzione, Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Firenze e da Maresa D’Arcangelo e Paola Paoli, direttrici del Laboratorio Immagine Donna.

“Il film più interessante- spiegano gli organizzatori- e più premiato degli ultimi anni, sulle dinamiche dell’identità sessuale tra infanzia e adolescenza, quasi un classico per ampiezza di discussioni e saggi ad esso dedicati, è, senza dubbio, Tomboy di Céline Sciamma. Film molto amato dalla critica e come spesso accade, con poche occasioni di visione nel nostro paese”.

Infatti nella grande tradizione dei film francesi sull’infanzia, da “Zero in condotta” di Jean Vigo a “I quattrocento colpi” e di François Truffaut, Céline Sciamma racconta le avventure di una bambina di dieci anni che decide di crearsi una nuova identità per gioco, motivazioni profonde o desiderio di sperimentare “la vita degli altri”. Complici il trasferimento della famiglia in una periferia parigina dove nessuno la conosce e le vacanze scolastiche che non prevedono documenti di identità, Laure si presenta come Mickael ai ragazzini del vicinato e, per un’estate, con un certo successo, si spaccia per maschio.

La pellicola è stata presentata in anteprima al Festival di Berlino, nel febbraio 2011, come film d'apertura della sezione Panorama. Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 20 aprile e successivamente è stato presentato in numerosi festival cinematografici internazionali. In Italia è stato presentato ad aprile nel corso della 26a edizione del Torino GLBT Film Festival e distribuito nelle sale il 7 ottobre, a cura della Teodora Film.

Sabato 8 marzo 2014, all’Odeon, parteciperanno alla discussione e risponderanno alle domande e curiosità degli studenti, esperte di cinema e studi di genere.

Per prenotare: E.mail ; fax 0554486908  

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Marzo 2014 15:12 )
 

Elektra al Petruzzelli

Sabato 01 Febbraio 2014 08:50 Maria Fanizza
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Elettra al Petruzzelli elektra home

Maria Fanizza

Bari-1 Febbraio

E stata inaugurata ieri sera la stagione lirica al teatro Petruzzelli di Bari con la prima di Elektra, tante le personalità presenti in teatro.Il sindaco Michele Emiliano, l’assessore Silvia Godelli. Anche Fuortes, ora sovrintendente del teatro dell’opera di Roma era presente.
Insieme a Salomè, Elektra è tra le opere straussiane quella più rivoluzionaria, è certamente  un’opera espressionista. poiché esprime l’angoscia di una famiglia per la morte del padre, Agamennone il quale infatti è stato assassinato da Egisto, amante di Clitennestra. Il grido lacerante Agamennon rappresentato da quattro note è presente dalla prima scena e sarà ripetuto diverse volte. La tragedia si basa su quella di Sofocle, ma rivisitata in chiave ottocentesca  La sua fortuna non fu immediata, infatti alla prima rappresentazione, nel 1909 a Dresda, l’opera non raccolse un grande successo; ma già l’anno seguente al Covent Garden di Londra il pubblico si ricredette. Richard Strauss (del quale ricorrono i 150 anni dalla nascita) aveva lavorato sul libretto del poeta Hugo von Hofmannsthal, col quale avrebbe poi stabilito una collaborazione fervidissima. Il mito greco è alla base della narrazione. Elektra non perdona alla madre Clitemnestra, e all’amante di questa Egisto, l’omicidio del padre Agamennone. Costretta a vivere indegnamente in casa sua, Elektra sogna la vendetta.
L’allestimento di quest’opera, è curato dal regista Gianni Amelio, con la direzione di Jonathan Nott.,  
I temi presenti sono quello della scure, che incombe per tutta l’opera , il disgusto per la madre edil suo comportamento, la rabbia, l’odio.

Lo stile musicale è densissimo, complesso, il linguaggio musicale  infatti viene scardinato,  due  accordi perfetti, li mette insieme in modo da creare un contrasto. Le voci si appoggiano sull’orchestra, Elettra è sempre in scena, tutta l’opera si svolge sempre per duetti, Elettra e la sorella, Elettra e la madre,Elettra ed Oreste. Elettra esprime la sua angoscia urlando sono sola, ed invoca il padre, Agamennon, rimpiange la famiglia che aveva una volta, denuncia il mondo decomposto, noi danziamo intorno alla tua tomba grida al padre. La musica raggiunge il suo apice espressionista quando Clitennestra racconta ad Elettra  del suo sogno :Oreste vivo, ritorna e la uccide. “Cosa posso fare mi copro di pietre preziose, faccio sacrifici agli dei” confessa alla figlia cercando aiuto. Ma la figlia le risponde devi sacrificare te stessa. L’opera è un esempio di teatro d’opera: mette in musica infatti un dramma letterario.

 

 

Musée D'Orsay......... a Roma

Domenica 23 Febbraio 2014 16:17 Maria Fanizza
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  Maria Fanizza

Roma 22 febbraio 2014


gauguinTante le personalità presenti alla conferenza stampa di
 presentazione della mostra, " Musée d'Orsay CAPOLAVORI"

La mostra infatti  nasce sotto l’alto patrocinio del presidente della Repubblica Italiana, si avvale del patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’ambasciata di Francia in Italia e tanti altri.  In mostra a Roma nel grande complesso del Vittoriano dal 22 febbraio all '8 giugno. 70 capolavori dell'impressionismo provenienti dal museo d' Orsay di Parigi.  La mostra é testimone di un bellissimo ed importante gemellaggio culturale tra due città  Roma e Parigi: due Città-Vetrina della cultura europea,  che contribuiscono allo sviluppo culturale  di due fra i piú importanti  paesi  europei.La storia  delle avanguardie é preceduta  dal racconto  di come una stazione ferroviaria  nel cuore  di Parigi sia divenuta uno dei musei  più importanti al mondo, il quale é stato anche restaurato ed organizzato recentemente  con una veste nuova dal noto architetto Italiano  Gae Aulenti.Le prime stanze sono dedicate a filmati e fotografie della Gare d’Orsay nel corso della sua trasformazione nell’«opera d’arte che ospita arte», come la definisce il sindaco di Roma Ignazio Marino. Grande risalto viene dato proprio al genio creativo di Gae Aulenti, scomparsa nel 2012, mettendo in mostra uno dei suoi modellini del museo, i suoi disegni di sezioni e prospettive, e i suoi progetti, con il prodotto finale accanto, per le lampade del museo (le Bugie) e le sedie per i custodi L'esposizione perciò  é  anche e soprattutto il ritratto di un grande  museo. .La nuova organizzazione e disposizione del museo D'Orsay vuole valorizzare le opere esposte ma anche il museo stesso con la sua storia molto speciale, ampliando gli spazi ma aprendo il museo anche  a scambi importanti con diversi paesi  perchè  sia un museo interconnesso con il mondo  Accanto alla storia del museo  c’è la stanza del laboratorio didattico dedicato ai bambini, dove le opere degli Impressionisti vengono spiegate in termini semplici ma non paternalistici. Il progetto didattico si estenderà alle scuole della Capitale.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 23 Febbraio 2014 16:40 ) Leggi tutto...
 

Il Museo della scuola

Lunedì 13 Gennaio 2014 11:51 Vincenza Fanizza
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Il Museo della scuola

 

di Vincenza Fanizza

 

 

A Tagusa presso Castelrotto, esiste dal 2005 un “Museo della scuola”. Una singolare raccolta di oggetti di arredo e di documenti didattici, ritrovati e mantenuti nei luoghi d’origine attende i visitatori.

“A Tagusa - spiegano gli organizzatori del Museo - esisteva la scuola elementare fin dai tempi dell’obbligo scolastico generico e cioè dal 18° secolo. Inizialmente le lezioni si tenevano nella canonica o nella ‘ Stube’ dei vicini masi, finché nel 1933 fu edificato l’edificio scolastico”.

Nel 1993 questa piccola scuola pluriclasse fu definitivamente chiusa. Negli anni ’50 del secolo scorso fu raggiunto il maggior numero di scolari con ben 46 bambini iscritti alle diverse classi.

La giornata scolastica dei bimbi, nella Tagusa del tempo, non permetteva incontri con il mondo esterno. Tutti i bambini si conoscevano e solo i maestri variavano di anno in anno.

“Pur dotati di una certa autorità ed estranei a quella società- puntualizzano gli organizzatori del Museo- essi si adeguarono agli usi locali, così da far distinguere Tagusa dai grandi centri scolastici della città. Anche le suppellettili ed il materiale didattico vennero utilizzati diversamente che in altre scuole e conservati perciò amorevolmente”.

Oggi possono essere ammirati dai visitatori nel piccolo Museo tanti interessanti oggetti che risvegliano non solo sentimenti di nostalgia, ma che destano l’interesse dei turisti e degli estimatori della scuola e della sua funzione educatrice.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 13 Gennaio 2014 12:05 )
 


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