Maggio barese e Pinocchio
Maggio barese dedicato a Pinocchio Maria Fanizza
Nel cuore della primavera barese, il “Maggio Barese” torna a vestirsi di colori, musica e fantasia, dedicando uno spazio speciale all’infanzia e alla magia senza tempo.Un appuntamento che unisce tradizione, cultura e immaginazione, trasformando le piazze della città in luoghi dove i bambini possono ancora stupirsi, sognare e imparare attraverso il racconto. Pinocchio, il burattino,protagonista delle avventure del libro famoso scritto da Collodi e tradotto in 34 lingue,conosciuto in tutto il mondo.Pinocchio, il burattino più famoso della letteratura italiana, continua a parlare alle nuove generazioni con la forza delle sue avventure.Pinocchio rappresenta infatti uno dei personaggi più universali della letteratura italiana, capace ancora oggi di parlare ai bambini ma anche agli adulti, attraversando generazioni e culture diverse.la scelta di Le avventure di Pinocchio non è casuale.
Nato dalla penna di Carlo Collodi, il personaggio rappresenta molto più di una semplice fiaba: è il simbolo della crescita, della scoperta del bene e del valore dell’onestà. La sua storia attraversa il tempo perché racconta le fragilità, le curiosità e i desideri di ogni bambino.Il celebre burattino nato dalla fantasia di Carlo Collodi è stato scelto perché racchiude i valori educativi e umani che il Maggio Barese vuole trasmettere alle nuove generazioni: la curiosità, il desiderio di libertà, il coraggio di sbagliare e soprattutto la possibilità di crescere attraverso le esperienze della vita.Pinocchio è un bambino imperfetto, ribelle, spesso ingenuo. Proprio per questo riesce ad essere vicino ai più piccoli. Nel suo viaggio affronta tentazioni, errori, paure e sogni, imparando lentamente il valore della responsabilità, dell’amicizia e della sincerità. La sua trasformazione finale da burattino a bambino vero diventa così il simbolo di un percorso educativo e umano che riguarda tutti.
Ultimo aggiornamento Martedì 12 Maggio 2026 12:48
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Marcia della pace
Diciamo no alla guerra. Fanizza Maria
Marcia per la Pace in Capitanata: dalla Comunità Emmaus all’aeroporto di Amendola per dire no alla guerra
Torna, per la sua tredicesima edizione, la marcia per la pace organizzata dalla Rete dei Comitati per la Pace di Puglia e dal Coordinamento Capitanata per la Pace. Un appuntamento ormai consolidato che, anno dopo anno, richiama cittadini, associazioni e realtà del territorio a mobilitarsi contro la guerra e ogni forma di militarizzazione.
La marcia partirà dalla Comunità Emmaus di Foggia e si concluderà presso l’aeroporto militare di Amendola, uno dei principali presidi strategici delle forze armate italiane. Il percorso non è soltanto geografico, ma simbolico: un cammino che unisce l’impegno sociale e solidale rappresentato da Emmaus alla denuncia delle politiche militari incarnate dalla base di Amendola.
Al centro della mobilitazione c’è un messaggio chiaro e netto: dire no alle guerre, alla corsa al riarmo e alla crescente militarizzazione del territorio. Temi sempre più urgenti in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, ma che trovano una declinazione concreta proprio in Puglia, regione che negli anni è diventata uno dei principali snodi militari del Paese.
La base di Amendola, infatti, è solo uno dei numerosi presidi presenti sul territorio pugliese. Una concentrazione che contribuisce a trasformare la regione in un vero e proprio avamposto strategico nel cuore del Mediterraneo. Una prospettiva che, secondo gli organizzatori, si pone in netto contrasto con la storia, la vocazione e gli interessi della Puglia.
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Sanremo2026
Sanremo 2026 Fanizza Maria
Vince Sal da Vinci «La dedico a Napoli». Con queste parole Sal Da Vinci alza il trofeo e firma il suo trionfo al Festival di Sanremo 2026. È una vittoria accolta da un’ovazione, al termine di una finale lunghissima e densissima, che ha mescolato festa e riflessione, leggerezza e impegno civile.
Sul podio, insieme a lui, Sayf e Ditonellapiaga. Subito dopo Arisa e il duo formato da Fedez e Marco Masini.
Il Premio della Critica va a Fulminacci, mentre il Premio “Lucio Dalla” è assegnato a Serena Brancale.
Una festa, sì. Ma con la consapevolezza che il mondo fuori dal Teatro Ariston brucia.
Un’apertura nel segno della responsabilità
La finale si apre con Carlo Conti, affiancato dalle co-conduttrici Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti. Prima ancora della musica, una riflessione sul conflitto in corso e sull’attacco all’Iran.
«Viviamo una contraddizione — dice Conti — da una parte vogliamo festeggiare la musica italiana, ma non possiamo ignorare quello che sta accadendo». E rilancia l’appello dell’Unicef: 500 milioni di bambini coinvolti ogni anno in 56 zone di conflitto.
Pausini ricorda che «i bambini hanno il diritto di vivere in pace, di dormire per sognare e non sognare di dormire. Basta odio». È un momento sobrio, necessario.
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Milano Cortina 2026
Milano-Cortina 2026: il trionfo della bellezza, della cultura e dello sport Fanizza Maria
Nel loro ultimo giorno, i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 hanno ritrovato a Verona un unico cuore comune. Per il congedo dall’arco alpino italiano e il passaggio di testimone alle Alpi francesi, oltre 1.400 atleti di 93 nazioni hanno sfilato insieme nell’Arena, simbolo bimillenario della storia occidentale. Per la prima volta, la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi si è svolta in un monumento patrimonio dell’umanità, accostando sport, cultura e musica in un evento senza più avversari da battere.
Dall’armonia celebrata il primo giorno a San Siro alla bellezza in movimento evocata nell’anfiteatro romano, la manifestazione ha raccontato la storia di un’Europa che, nonostante le tensioni geopolitiche, continua a celebrare i valori condivisi. L’Italia, spesso criticata durante i preparativi, ha dimostrato una capacità di organizzazione e resilienza ammirata da tutto il mondo. Giovanni Malagò, deus ex machina dei Giochi, ha parlato di una standing ovation globale per il paese, sottolineando come il soft power italiano abbia trovato nella performance sportiva e culturale un’occasione irripetibile.
Lo spettacolo, ideato da Alfredo Accatino, ha regalato momenti indelebili: Paolo Fresu ha accompagnato l’Inno di Mameli con la tromba, Roberto Bolle ha danzato sospeso su gondole immerse nella nebbia, Francesco Pannofino ha dato vita ai personaggi operistici che hanno accolto gli atleti, mentre Rigoletto, in bicicletta, ha raggiunto Benedetta Porcaroli nel Teatro Filarmonico. Tra gli applausi, il fuoriclasse norvegese del fondo Johannes Klaebo e i portabandiera azzurri, Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, hanno incarnato l’eccellenza sportiva italiana. Due ore e mezzo di show, con il palco a forma di goccia d’acqua, hanno raccontato il viaggio della neve sciolta, evocando anche la minaccia del surriscaldamento climatico.
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