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Il futuro dell’industria tessile

Sabato 01 Febbraio 2025 05:43 Maria Fanizza
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IMG 2355Arte Moda e sostenibilità: il futuro dell’industria tessile Fanizza Maria

Nel mondo contemporaneo, la moda non è solo espressione di stile, ma anche uno dei settori più impattanti sull’ambiente. L’industria tessile è responsabile di un’enorme quantità di rifiuti, sfruttamento di risorse e inquinamento, rendendo urgente una riflessione sul suo futuro. L’opera “La Venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto rappresenta simbolicamente questa contraddizione: da un lato, la bellezza classica di una statua senza tempo; dall’altro, un cumulo di vestiti scartati, simbolo del consumismo sfrenato che caratterizza il nostro tempo.

Ma esiste una via d’uscita? La soluzione, benché complessa, risiede nell’equilibrio tra innovazione, consapevolezza e responsabilità.

L’impatto ambientale della moda

L’industria tessile è oggi tra le più inquinanti al mondo. Secondo recenti studi:

•Produce il 10% delle emissioni globali di CO₂, più di tutti i voli internazionali e il traffico marittimo messi insieme.

•Consuma enormi quantità d’acqua: per produrre una singola maglietta in cotone servono 2.700 litri, l’equivalente di ciò che una persona beve in due anni e mezzo.

•Il fast fashion, con la sua produzione rapida e a basso costo, genera montagne di rifiuti: ogni anno, 92 milioni di tonnellate di tessuti finiscono in discarica.

Questi numeri ci mostrano una realtà chiara: il modello attuale non è più sostenibile.

Verso una moda più sostenibile

Ultimo aggiornamento ( Sabato 01 Febbraio 2025 05:48 ) Leggi tutto...
 

Bob Dylan Al cinema

Giovedì 23 Gennaio 2025 07:55 Maria Fanizza
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IMG 2350Bob Dylan al cinema in “A complete unknown”  Maria Fanizza

1961. Al capezzale di Woody Guthrie, cantante folk in fin di vita, si presenta un ragazzo del Minnesota, Robert Zimmerman, che si fa chiamare Bob Dylan. Woody e l'amico Pete Seeger lo ascoltano suonare, e capiscono di avere a che fare con un talento raro. Dylan si fa strada rapidamente nella scena newyorchese del Greenwich Village e diviene un artista folk adorato per la sua capacità di unire una musicalità innata a temi di protesta che non fanno sconti al sistema. Si lega sentimentalmente a Sylvie Russo, ma la tradisce con Joan Baez, altro talento della scena folk. Il 1965, e’ anno della svolta "elettrica", in cui Dylan suona con un gruppo rock e abbandona i testi impregnati di messaggi politici in favore di un lirismo surreale tra Rimbaud e Dylan Thomas. "Chi vorresti essere? Tutto ciò che non vogliono che io sia". Attorno a questa frase già di culto ruota tutta l'operazione di A Complete Unknown, basato sul libro di Elijah Wald "Dylan Goes Electric!" e approvato in fase di sceneggiatura da Dylan stesso. 

Risolvere l'enigma Bob Dylan, tra verità e menzogna, mito e idolatria, rimane chiaramente un'impresa impossibile, e così il film si basa sulla percezione di Dylan, quella del pubblico dei primi Anni Sessanta e di noi spettatori del terzo millennio. In questo senso l'operazione di Mangold è coraggiosa: seppur non radicale quanto il trattamento di Todd Haynesin Io non sono qui - che scomponeva Dylan in personaggi multipli, interpretati da attori differenti tra loro per età o etnia di appartenenza - è quantomeno abbastanza accorta da evitare l'approccio più tradizionale alla materia biografica.

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La pace a Gaza

Lunedì 20 Gennaio 2025 10:39 Maria Fanizza
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IMG 2345La pace a Gaza” Maria Fanizza 

La pace a Gaza  dopo 15 mesi di orrori e atrocità rappresenta un sogno condiviso da milioni di persone, una frase che simboleggia la possibilità di una nuova era per un territorio segnato da decenni di conflitto. Un nuovo inizio per una terra ferita. Tante le emozioni nel vedere le immagini di tante persone che incredule tornano a casa, dopo anni di sofferenze e conflitti, raccontano un momento straordinario. Volti segnati dalla fatica ma illuminati dalla speranza, abbracci che parlano di riconciliazione, e mani che finalmente si incontrano per ricostruire ciò che è stato distrutto.

 

In queste scene si condensano le emozioni di un popolo che ha atteso  a lungo: la gioia del ritorno, il dolore per ciò che è stato perso, ma soprattutto il desiderio di un futuro diverso.Per molti, tornare a casa significa più che riconquistare un luogo fisico: è il recupero di un’identità, la possibilità di riappropriarsi della propria vita. Gaza, così spesso associata a distruzione e disperazione, torna a essere vista come un luogo di radici e rinascita.

 

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Un nuovo parco

Martedì 21 Gennaio 2025 09:22 Maria Fanizza
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Un nuovo IMG 2346parco attrezzato nel giardino del castello a Bari Mario Bosco

Il giardino del castello a Bari diventerà  uno spazio aperto alla città con una area attrezzata di 5mila 200 metri quadrati, dove accanto ai percorsi per lo sport e ai giochi per bambini ci sarà anche un chiosco per un bar. L’area, ceduta al Comune dal Provveditorato ai lavori pubblici, sarà di fatto uno spazio pubblico verde a servizio della città e soprattutto, per la sua vicinanza, al borgo antico.

L’area che si trova in corso De Tulio attualmente è recintata ed è caratterizzata da 88 alberi di pino, 22 dei quali, come si legge nella relazione generale allegata al progetto, sono «trascurati » , danneggiati « da interventi di potatura non idonei » . E per questiultimi l’unica soluzione possibile è quella dell'abbattimento. Gli altri invece potranno essere messi in sicurezza e recuperati. Quelli che verranno espiantati saranno sostituiti con altri alberi. Il progetto è quello di « configurare questo spazio verde come un piccolo parco attrezzato, senza compromettere il carattere boscoso che questa area attualmente possiede » . All’interno dell’area saranno realizzati due percorsi. Il primo, «veloce», è di fatti dedicato a chi vuole fare sport, dall’ingresso di  corso De Tullio si snoda fra gli alberi per 300 metri. Il secondo percorso include più itinerari ( per un una lunghezza complessiva di 160 metri) che ricalcano la geometria dei giardini all’italiana.

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La fiera del fischietto

Sabato 18 Gennaio 2025 08:10 Maria Fanizza
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IMG 2344La fiera del fischietto Fanizza Maria 

 

A Rutigliano da venerdì e’ in corso “La Fiera del Fischietto” per celebrare e valorizzare l'artigianato artistico pugliese, patrimonio unico che si inserisce in un contesto più ampio di eccellenze legate alla tradizione ceramica della nostra regione. Da mattina a sera, la Pineta Comunale ospiterà l’area fieristica della manifestazione, impreziosita dalla presenza degli stand degli artigiani e degli hobbisti che metteranno in mostra le proprie opere,nel primo pomeriggio,  c’è stata  la benedizione degli animali sul sagrato della chiesa di San Domenico. Un momento che, da sempre, chiama a raccolta la comunità rutiglianese.

 La fiera del fischietto da sempre mette in evidenza un  artigianato artistico unico, straordinario e autentico inserito nella rete delle città ceramiche di Puglia, oltre che in un sistema di riorganizzazione dell'offerta turistico-culturale di quel territorio  La fiera del fischietto guarda  alle  radici della tradizione ceramista  ma guarda anche  al futuro in termini di ridefinizione dell'offerta e di diversificazione del prodotto. Per salvaguardare  questa tradizione pugliese  e’ stato anche dato inizio all'iter per la creazione della Fondazione tra Comune, Regione e Università con lo scopo di istituzionalizzare e dare uno strumento per far conoscere l'arte figula, anche attraverso una scuola di formazione con i maestri di generazioni differenti che possono portare avanti un mestiere importante che raccoglie tradizione e innovazione e custodisce e salvaguarda e preserva questa bellissima tradizione che è un tratto distintivo della puglia e resiste ai tanti cambiamenti di questi tempi, anche grazie al lavoro di diversi livelli istituzionali. Sabato 25 e domenica 26 gennaio  sarà proiettato un video mapping sulla Torre Normanna della cittadina, con alcune storie. Ci saranno anche dei laboratori per i più piccini,di manipolazione dell’argilla, mostre, dibattiti e la fiera si sposterà nel centro del borgo antico.Giovedì 30 gennaio, infine, è in programma la cerimonia di premiazione del 36o Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta che, anche quest’anno, ha chiamato a raccolta artisti provenienti da tutta Italia, confrontatisi sul tema "AI Intelligenza Artigianale - Un viaggio nel futuro

 

 


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