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Antonio Scurati racconta le storie di resistenza Maria Fanizza
La libertà diventa concreta quando qualcuno sceglie di difenderla. È questa la riflessione suggerita da Storie di donne e uomini in lotta per la democrazia, il libro di Antonio Scurati pubblicato da Feltrinelli.
Al centro ci sono esistenze diverse, accomunate dall’opposizione all’arbitrio e all’esclusione: Sandro Pertini, Anna Politkovskaja, Franco Basaglia, Gisèle Halimi, Alexander Langer, Livia Bottardi e Manlio Milani. Attraverso queste figure, Scurati mette in relazione la resistenza alle dittature con le battaglie per ampliare i diritti e gli spazi della cittadinanza.
La democrazia emerge così come una costruzione vulnerabile, affidata anche al coraggio dei singoli. Difenderla significa contrastare la repressione, ma anche riconoscere la dignità di chi viene relegato ai margini. Le conquiste civili appartengono a questa stessa storia, fatta di responsabilità e conflitti.
La domanda che accompagna il volume riguarda il comportamento di ciascuno davanti all’ingiustizia. Immaginarsi nelle circostanze affrontate dai protagonisti conduce a interrogare il presente: quali scelte siamo disposti a compiere?
È qui che il tema del libro acquista forza. Ricordare chi ha resistito può diventare un esercizio di coscienza, purché la memoria continui a porre domande. La libertà ricevuta in eredità chiede partecipazione: nelle istituzioni, nelle relazioni, nelle parole con cui riconosciamo o neghiamo i diritti degli altri.