Comunicato Stampa
COMUNICATO STAMPA - AMP PORTO CESAREO Benvenuto "Cesarino". Dalla costa del Senegal alle isolette di Porto Cesareo: identificato un Fraticello che ha percorso oltre 5.200 chilometri per nidificare nell’AMP
Porto Cesareo (LE) – Un viaggio di oltre 5.200 chilometri attraverso Africa ed Europa per raggiungere uno dei più importanti siti di nidificazione del Mediterraneo. È la straordinaria storia di un esemplare di Fraticello (Sternula albifrons), la più piccola sterna europea, identificato grazie all’inanellamento scientifico durante le attività di monitoraggio condotte dall’ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” presso le isolette dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. L’esemplare, registrato nei database ornitologici internazionali con la sigla ZKS/FH-92557 e ribattezzato simbolicamente “Cesarino”, era stato precedentemente inanellato nella riserva naturale di Somone, in Senegal. La lettura del contrassegno identificativo ha consentito di ricostruire il lungo percorso migratorio compiuto dall’animale lungo la costa atlantica africana, attraverso lo Stretto di Gibilterra e il Mediterraneo, fino alle coste salentine, dove ha scelto di riprodursi. Il ritrovamento rappresenta un dato scientifico di particolare rilevanza, poiché conferma il ruolo strategico dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo quale nodo ecologico di importanza internazionale lungo le rotte migratorie che collegano l’Africa occidentale all’Europa. La presenza di individui provenienti da aree così distanti testimonia infatti l’elevato valore naturalistico e conservazionistico degli habitat costieri cesarini. Il Fraticello è una specie protetta inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e considerata particolarmente vulnerabile a causa delle sue peculiari modalità riproduttive. Depone infatti le uova direttamente sul terreno, in piccole depressioni della sabbia o della ghiaia, rendendo nidi e covate estremamente esposti al disturbo antropico. In Italia la popolazione nidificante ha registrato un marcato declino negli ultimi decenni, passando dalle circa 5.000-6.000 coppie censite negli anni Ottanta alle attuali stime comprese tra 2.000 e 3.500 coppie. In questo contesto, le isolette dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo assumono un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità. Questi ambienti, caratterizzati da elevato grado di naturalità e ridotta pressione antropica, costituiscono infatti habitat essenziali non soltanto per il Fraticello, ma anche per altre specie di elevato interesse conservazionistico, come il Gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), tra i gabbiani più rari del Mediterraneo, e il Fratino (Anarhynchus alexandrinus), specie in forte regressione lungo le coste italiane. Gli esperti evidenziano come il principale fattore di rischio per il successo riproduttivo di queste specie sia rappresentato dal disturbo diretto delle colonie durante il periodo della nidificazione. Lo sbarco sugli isolotti, anche occasionale, può provocare l’allontanamento temporaneo degli adulti dai nidi, esponendo uova e pulcini a condizioni climatiche estreme e alla predazione. A ciò si aggiungono ulteriori minacce quali l’inquinamento da plastica e la cattura accidentale negli attrezzi da pesca. Per questo motivo l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo richiama cittadini, turisti e diportisti al rigoroso rispetto dei divieti di accesso e sbarco sugli isolotti durante il periodo riproduttivo dell’avifauna marina. Contestualmente, in collaborazione con la Guardia Costiera e le forze dell’ordine, saranno intensificate le attività di vigilanza, monitoraggio e controllo nelle aree maggiormente sensibili. Il direttore dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo, dottor Marco Dadamo, sottolinea: "la straordinaria storia di Cesarino, così abbiamo voluto chiamare questo piccolo Fraticello che ha percorso oltre 5.000 chilometri per arrivare fino alla nostra splendida Porto Cesareo, ci dimostra che il nostro territorio non è soltanto una meta turistica, ma un ecosistema vivo e interconnesso con il resto del mondo. Per questo rivolgo un invito tassativo a tutti i diportisti, ai turisti e a chiunque frequenti il nostro mare: non sbarcate sulle isole. I cartelli di divieto assoluto non sono orpelli burocratici, ma strumenti indispensabili per proteggere la vita e garantire il successo della nidificazione di specie particolarmente vulnerabili. Un nido di Fraticello o di Fratino è quasi invisibile a un occhio non esperto e basta un semplice passaggio per comprometterne irrimediabilmente la sopravvivenza. Godiamo della bellezza di questi scrigni naturali in modo sostenibile, osservandoli dalla barca e mantenendo le distanze di sicurezza. La vera civiltà si misura anche dalla capacità di lasciare spazio alla fauna selvatica e di rispettarne i delicati equilibri. Proteggere Cesarino e gli altri uccelli protetti che scelgono Porto Cesareo per riprodursi è un dovere che riguarda tutti noi e che significa garantire un futuro a specie oggi sempre più minacciate".
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Tunisi ,la città dalle mille anime
Tunisi, la città dalle mille anime nel nuovo libro di Leonardo Martinelli Maria Fanizza
C’è una Tunisi che sfugge agli stereotipi, lontana dalle immagini da cartolina e dalle cronache che spesso riducono il Nord Africa a pochi luoghi comuni. È questa la città raccontata da Leonardo Martinelli nel suo ultimo libro Tunisi mon amour. Viaggio nella città dalle mille anime, un’opera che unisce reportage, racconto di viaggio e testimonianza umana.
Martinelli accompagna il lettore in un itinerario che attraversa la Medina, i quartieri popolari, il lungomare della Goulette, Sidi Bou Said e Cartagine, costruendo un mosaico di storie e incontri che restituisce il volto autentico della capitale tunisina.
Più che i monumenti, sono le persone a occupare il centro della narrazione. Artisti, pescatori, giovani, donne impegnate nella società civile e semplici cittadini diventano i protagonisti di un racconto corale che mostra una Tunisia dinamica, moderna e profondamente legata alle proprie radici.
Uno degli aspetti più interessanti del volume è la capacità dell’autore di mettere in luce il ruolo del Mediterraneo come spazio di incontro e di dialogo tra culture diverse. Le influenze arabe, africane ed europee convivono nella quotidianità di Tunisi, creando un’identità complessa e affascinante che il libro riesce a raccontare con sensibilità e rigore giornalistico.
La scrittura di Martinelli è fluida e coinvolgente. Il lettore ha l’impressione di passeggiare tra i vicoli della città, ascoltare le conversazioni nei caffè, osservare il lavoro nei mercati e respirare l’atmosfera di una metropoli che guarda al futuro senza dimenticare il proprio passato.
Tunisi mon amour rappresenta anche un invito a superare pregiudizi e semplificazioni. In un periodo storico in cui il Mediterraneo è spesso raccontato attraverso le emergenze e le tensioni geopolitiche, il libro propone una prospettiva diversa: quella dell’incontro tra persone, della conoscenza reciproca e della ricchezza delle diversità culturali.
Con questa nuova pubblicazione, Leonardo Martinelli conferma la sua capacità di trasformare il viaggio in uno strumento di comprensione del mondo e delle sue molteplici identità. Un libro consigliato a chi ama la letteratura di viaggio, il giornalismo narrativo e le storie che aiutano a guardare oltre i confini geografici e culturali.
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La squadra della città
ricevo dal comune di Bari e volentieri condivido Maria Fanizza LA SQUADRA DELLA CITTÀ CHE DOVRÀ VERIFICARE GLI IMPEGNI ASSUNTI DALLA SSC BARI: ECCO I COMPONENTI DEL COMITATO DI GARANZIA E TRASPARENZA
Il sindaco Vito Leccese ha reso noti i nomi dei componenti del Comitato di Garanzia e Trasparenza, l'organismo individuato per accompagnare il percorso di superamento della multiproprietà e garantire alla città il massimo livello di informazione, trasparenza e vigilanza sul rispetto degli impegni assunti dalla proprietà del club. Come noto, il presidente della SSC Bari Luigi De Laurentiis ha formalmente assunto nei confronti dell'Amministrazione comunale e dell'intera città una serie di impegni finalizzati ad avviare il percorso di superamento della multiproprietà, attraverso la ricerca di una nuova compagine societaria, l'attivazione delle attività di advisory e l'ingresso di un nuovo management. Per seguire questo percorso e offrire alla comunità un punto di riferimento autorevole e indipendente, il sindaco ha proposto di affidare a un Comitato di Garanzia e Trasparenza, composto da undici personalità individuate esclusivamente sulla base della loro autorevolezza e rappresentatività sociale, le funzioni previste all' interno della lettera di impegni assunti dal presidente De Laurentiis. Il Comitato opererà in piena autonomia rispetto al Comune di Bari, alla SSC Bari e alla proprietà della società. Ne fanno parte: - Francesco Cassano, ex presidente della Corte d'Appello di Bari; - Antonello Valentini, giornalista ed ex direttore generale FIGC; - Umberto Fratino, rettore del Politecnico di Bari; - Nicola Favia, avvocato e dirigente arbitrale; - don Angelo Cassano, referente regionale di Libera Puglia; - Gaetano Sassanelli, avvocato penalista; - Vincenzo Vito Chionna, professore ordinario di Diritto Commerciale e avvocato; - Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari; - Isabella Cardone, commercialista e dirigente sportiva; - Giuseppe Catalano, Company Secretary di Assicurazioni Generali; - Antonio Di Gennaro, ex calciatore e opinionista sportivo. Gli uffici comunali assicureranno il necessario supporto organizzativo e logistico per consentire il regolare svolgimento delle attività e garantire un costante dialogo istituzionale con il management della società, senza che ciò possa incidere in alcun modo sull'autonomia delle valutazioni del Comitato.
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A proposito della Zampina di Sammichele
La Zampina di Sammichele di Bari conquista il marchio IGP: un traguardo storico per la Puglia Maria Fanizza
La tradizione gastronomica pugliese celebra un nuovo importante riconoscimento. La Zampina di Sammichele di Bari è stata ufficialmente iscritta nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) grazie al Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1248 della Commissione Europea. Un risultato che premia non solo un prodotto simbolo della cultura culinaria regionale, ma anche l’impegno di un intero territorio che ha saputo preservarne autenticità e qualità.
L’ingresso nel prestigioso elenco delle produzioni agroalimentari tutelate dall’Unione Europea rappresenta un passaggio fondamentale per uno dei prodotti più identitari della gastronomia pugliese. La Zampina, con la sua caratteristica forma a spirale e il suo sapore inconfondibile, è da sempre protagonista delle tavole, delle feste popolari e delle tradizioni di Sammichele di Bari, diventando nel tempo un vero e proprio simbolo della comunità locale.
L’ottenimento del marchio IGP garantisce una tutela più efficace contro imitazioni e utilizzi impropri del nome, offrendo ai consumatori la certezza dell’origine del prodotto e del rispetto delle tecniche produttive tradizionali che ne hanno costruito la reputazione nel corso dei decenni. La certificazione rappresenta inoltre un’opportunità concreta di sviluppo economico per tutta la filiera, dagli allevatori ai trasformatori, fino agli operatori della ristorazione e del turismo enogastronomico.
Il riconoscimento è il frutto di un lungo percorso portato avanti con determinazione dal Comitato promotore IGP, sostenuto dalla Regione Puglia e dagli operatori del settore. Un lavoro di squadra che ha consentito di valorizzare un prodotto profondamente radicato nella storia e nell’identità del territorio.
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