Milano Cortina 2026
Milano-Cortina 2026: il trionfo della bellezza, della cultura e dello sport Fanizza Maria
Nel loro ultimo giorno, i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026 hanno ritrovato a Verona un unico cuore comune. Per il congedo dall’arco alpino italiano e il passaggio di testimone alle Alpi francesi, oltre 1.400 atleti di 93 nazioni hanno sfilato insieme nell’Arena, simbolo bimillenario della storia occidentale. Per la prima volta, la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi si è svolta in un monumento patrimonio dell’umanità, accostando sport, cultura e musica in un evento senza più avversari da battere.
Dall’armonia celebrata il primo giorno a San Siro alla bellezza in movimento evocata nell’anfiteatro romano, la manifestazione ha raccontato la storia di un’Europa che, nonostante le tensioni geopolitiche, continua a celebrare i valori condivisi. L’Italia, spesso criticata durante i preparativi, ha dimostrato una capacità di organizzazione e resilienza ammirata da tutto il mondo. Giovanni Malagò, deus ex machina dei Giochi, ha parlato di una standing ovation globale per il paese, sottolineando come il soft power italiano abbia trovato nella performance sportiva e culturale un’occasione irripetibile.
Lo spettacolo, ideato da Alfredo Accatino, ha regalato momenti indelebili: Paolo Fresu ha accompagnato l’Inno di Mameli con la tromba, Roberto Bolle ha danzato sospeso su gondole immerse nella nebbia, Francesco Pannofino ha dato vita ai personaggi operistici che hanno accolto gli atleti, mentre Rigoletto, in bicicletta, ha raggiunto Benedetta Porcaroli nel Teatro Filarmonico. Tra gli applausi, il fuoriclasse norvegese del fondo Johannes Klaebo e i portabandiera azzurri, Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, hanno incarnato l’eccellenza sportiva italiana. Due ore e mezzo di show, con il palco a forma di goccia d’acqua, hanno raccontato il viaggio della neve sciolta, evocando anche la minaccia del surriscaldamento climatico.
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La guerra com’è
,La guerra com’è: dare voce all’umanità contro la violenza Fanizza Maria
Elio Germano e Teho Teardo a Bari al Piccinni.
Con La guerra com’è, Elio Germano e Teho Teardo trasformano la parola scritta in esperienza viva, intrecciando voce e musica per restituire tutta la forza del pensiero di Gino Strada. Lo spettacolo nasce dal libro “Una persona alla volta” e ne conserva l’urgenza morale: raccontare la guerra senza filtri, per quello che è davvero, e affermare con radicalità il diritto universale alla salute.
Gli impegni internazionali, gli equilibri geopolitici, la deterrenza... persino i posti di lavoro vengono evocati da decenni per dire che no, non è possibile togliere soldi alla guerra.
E invece un modo diverso di vivere su questo pianeta è possibile.
È possibile vivere in una società che rispetta alcuni principi, indiscutibili e non negoziabili: i diritti umani. Non è una questione di risorse che mancano, ma di scelte che non si fanno.
È arrivato il momento di decidere che priorità ci diamo come società: la vita delle persone o la guerra? Gino Strada
Le parole di Strada, pronunciate dalla voce intensa e partecipe di Germano, non sono mai astratte. Arrivano dalle sale operatorie, dai corridoi degli ospedali di EMERGENCY, dai corpi feriti e dalle vite spezzate che il chirurgo ha incontrato in Afghanistan, in Sudan, in tanti luoghi dimenticati dai riflettori. La musica di Teho Teardo non accompagna soltanto: scava, sostiene, amplifica il senso, creando uno spazio emotivo in cui l’ascoltatore è chiamato a fermarsi e a prendere posizione.
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Bronzo da batticuore
Bronzo da batticuore: l’Italia del pattinaggio entra nella storia Fanizza Maria
È una medaglia che vale come un volo tra le stelle, conquistata all’ultimo respiro. L’Italia è bronzo nella gara a squadre di pattinaggio artistico, dietro agli “alieni” Stati Uniti, d’oro, e al Giappone d’argento trascinato da una splendida Kaori Sakamoto. Come a Pechino 2022, quando i russi vincitori furono poi retrocessi. Ma subito dietro i marziani, ci sono loro: i ragazzi azzurri, from Italy, in Italy.
Un risultato storico, che porta il pattinaggio italiano sul terzo podio olimpico a Cinque Cerchi. Il primo fu il bronzo di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio a Salt Lake City 2002, l’ultimo quello indimenticabile di Carolina Kostner a Sochi 2014. Dodici anni di attesa per una notte così, vissuta con il cuore in gola.
Dopo cinque prove su otto, l’Italia si presenta terza alla finale sul ghiaccio dell’Ice Skating Arena di Milano, davanti a Canada e Georgia, con un margine sottile ma prezioso. Sugli spalti anche Novak Djokovic e Allyson Felix. Tocca completare l’opera iniziata da Charlène Guignard e Marco Fabbri.
Aprono Sara Conti e Niccolò Macii. Lei, 25 anni, di Alzano Lombardo; lui, 30, milanese. Sono la prima coppia italiana capace di vincere un Europeo (2023) e di salire sul podio mondiale (2023 e 2025). Nel libero danzano su Caruso di Lucio Dalla: lei vestita di mare, lui di luna. Si sono voluti e si vogliono bene, anche se la loro storia d’amore – iniziata nel 2018 – si è chiusa nel 2023. Quella sul ghiaccio, invece, ha resistito a tutto, anche alle difficoltà iniziali e ai cambiamenti di vita: Macii si sposerà, Conti ha oggi accanto il pattinatore tedesco Tim Dieck, che gareggia per la Spagna.
Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Febbraio 2026 07:02 )
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Come sopravvivere ai social network
Come sopravvivere ai social network Fanizza Maria
Nel saggio “Come sopravvivere ai social network” di Alessandra Roca, neurologa di Salerno, ci sono delle linee guida per prevenire gli effetti collaterali.Alessandra Roca,medico specialista in Neurologia. Nata a Salerno nel 1987, laureata in Medicina e specializzata presso l’Università Federico II di Napoli, Roca lavora oggi come specialista ambulatoriale, seguendo in particolare pazienti affetti da patologie croniche, disturbi cognitivi e malattie neurodegenerative.
I social network hanno accorciato le distanze, reso immediata la comunicazione e abbattuto confini geografici, culturali ed economici. I social network sono ormai parte integrante della vita quotidiana di miliardi di persone. Eppure, accanto ai benefici, cresce l’attenzione verso un aspetto meno visibile ma sempre più rilevante: l’impatto che un uso scorretto delle piattaforme digitali può avere sulla salute psicofisica.
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