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“Nel nome del Parco”
Vincenza Fanizza
FIRENZE- “L’Elba si trova a un bivio: o sceglie con decisione la strada della riqualificazione naturalistica, della conservazione e della tutela o potrebbe trovarsi, tra breve, nelle condizioni di altre isole turistiche del Mediterraneo, in apparenza più ricche, ma nei fatti immiserite”.
Così ha dichiarato a un numeroso pubblico, recentemente, Mario Tozzi, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, oltre che geologo, primo ricercatore del CNR, documentarista, autore e conduttore televisivo, nella libreria Feltrinelli, dove ha presentato il suo ultimo libro “Nel nome del Parco” (Editrice effequ).
Il libro, che si legge d’un fiato perché scorrevole e coinvolgente, è la storia dell’esperienza di Tozzi presidente del Parco dal 2007, ma è anche uno scorcio sulla storia dell’ambiente e della protezione della natura in Italia.
Come è noto il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano è stato combattuto dagli isolani fin dal suo inizio. “Tutti i giorni godiamo dei servizi che la natura gratuitamente offre - afferma Tozzi- senza nemmeno darci troppo peso, dall’acqua all’aria, al cibo o alla protezione da eventi catastrofici. Ma quando si tratta di garantire un futuro ai parchi nessuno ricorda quei servizi e sembra che se ne possa fare a meno”.
“I parchi non si fanno contro la gente- ha sottolineato Tozzi- ma tutelano un patrimonio che travalica le realtà locali e risponde a un interesse generale e a un bene comune che abbiamo il dovere di trasmettere alle generazioni future. Purtroppo quando tira aria di crisi economica il primo a rimetterci è l’ambiente e, alla fine, l’uomo, perché i due aspetti sono legati”.
Tozzi ha poi tratteggiato la psicologia degli elbani.
“Ci sono almeno due sostantivi che descrivono la situazione dell’Arcipelago toscano e dei suoi molti campanili- ha spiegato- Il primo che mi viene in mente è stato coniato da Sergio Rossi, memoria storica dell’Elba e giornalista divertito e divertente, ed è un neologismo. Il termine è ‘elbaglielbanità’, per cui ogni azione sul territorio deve essere marcata dalle etichette locali, e nasce da uno slogan di molti anni fa in voga fra i contrari all’istituzione del Parco nazionale: L’elba agli elbani, non passi lo staniero”.
“Se vuoi essere considerato un elbano- ha precisato Tozzi- anche se nato altrove, puoi farlo, purché tu sia disposto a declinare sempre e comunque l’elbaglielbanità, marchio di garanzia per riconoscere chi si identifica nelle esigenze isolane e dunque può essere accettato nella tribù. Perché c’è sempre diffidenza verso chi viene da fuori, specialmente se portatore di esigenze di conservazione e tutela del patrimonio naturale”.
Tozzi ha poi parlato di turismo sostenibile, dell’impoverimento del patrimonio ittico del pianeta, della necessità di costituire aree marine protette e delle centrali nucleari . “Se veramente- ha concluso Tozzi- sarà costruita una centrale nucleare a Pianosa, individuata recentemente come una probabile sede, io mi incatenerò al porto e farò di tutto per proteggere una delle più belle isole dell’Arcipelago, un importante patrimonio dell’umanità”.