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i Giganti a Molfetta il teatro del carro

Sabato 17 Maggio 2014 13:30 Maria Fanizza
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Molfetta -Il carro dei comici Francesco TammaccoI GIGANTI LOCANDINA DEF
Grande successo di pubblico ieri 16 Maggio al TEATRO DEL CARRO di Molfetta per lo spettacolo teatrale : I GIGANTI DELLA MONTAGNA- LA FAVOLA DEL FIGLIO CAMBIATO di Luigi Pirandello per la regia di Francesco Tammacco.
Con tra gli altri Daniela Rubini, Vincenzo Raguseo e Leonardo Mezzina.
Lo spettacolo è l'approdo finale alla messa in scena preparato durante il corso di Teatro "FUOCO CENTRALE" diretto dallo stesso Tammacco.Si replica oggi ore 20,30
La Storia
<<I GIGANTI DELLA MONTAGNA è presentata dallo stesso Pirandello come un'opera <<MITO>> scritta tra il 1930 e il 1933. Indica la caratteristisca del testo, che aspira ad una riflessione sul tema dei rapporti tra CULTURA, ARTE, da un lato e società moderna dall'altro. La vicenda infatti si svolge in tempo e luoghi indeterminati.
In una villa misteriosa, detta della "Scalogna" , abita una sorta di Sciamano , Cotrone insieme ai suoi compagni, detti degli Scalognati.
Vivono come in un ghetto, lontano da un mondo, capace però di potenziare la vita dello Spirito e della Fantasia. In tale villa arriva una compagnia di attori, guidati dalla prima attrice Ilse Paulsen che ha inutilmente tentato di portare in scena il testo a lei dedicato  da un poeta che per lei si è ucciso. LA FAVOLA DEL FIGLIO CAMBIATO. Gli Scalognati propongono loro di restare, accettando di poter recitare l'opera solo per se stessi, rinunciando all'impossibile missione di portare il teatro in una società che rifiuta l'Arte (e il Teatro in particolare). Ma Ilse ribadisce il suo  irrinunciabile impegno pedagogico.
Cotrone annuncia che glia attori potranno rappresentare LA FAVOLA presso i GIGANTI DELLA MONTAGNA, tutti dediti alla vita materiale e dunque difficilmente sensibili ai valori dell'Arte>> (ra)
 
NOTE DI REGIA
 
I GIGANTI DELLA MONTAGNA, opera quasi onirica e surreale di Luigi Pirandello, tremendamente bella per quanto incompiuta ma bastevole è di un'attualità impressionante. Penso a Pompei, Ercolano, alle stupende Opere non più protette per incuria pigrizia o inettitudine; penso al ruolo ormai antipedagogico della Televisione; penso all'arte italiana oggi protetta da un piccolissimo quanto fragile ombrellino come quello di Mara-Mara. E' la nostra missione, da teatranti,   far sognare un altro mondo incantevole, Bello, suadente. Un mondo giusto per la nostra Anima prima che giunga l'ora dei Giganti....
 
 
Ultimo aggiornamento ( Sabato 17 Maggio 2014 13:33 )
 

Recensione del libro "L'ultimo dei briganti"

Venerdì 16 Maggio 2014 06:28 Vincenza Fanizza
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 “L’ultimo dei briganti”

 

di Vincenza Fanizza

 

E’ la Maremma toscana il luogo scelto da Ermanno Detti, scrittore e giornalista, per ambientare il suo libro, ancora fresco di stampa, “L’ultimo dei briganti”, pubblicato, con una presentazione di Tullio De Mauro, dalla Casa Editrice Sonda.

La vicenda narrata si svolge nel 1899, un anno molto particolare della storia d’Italia, proprio quando il governo del generale Pelloux si impegnò nella feroce e sleale lotta al brigantaggio.

“L’ultimo dei briganti” è non soltanto un romanzo storico perché ci offre uno spaccato interessante su un periodo importante della storia d’Italia, ma è anche un romanzo di formazione, una storia di affetti familiari e di amicizia.

Al centro della vicenda Riccio, l’ultimo dei briganti, braccato dalle forze dell’ordine ma rispettato e temuto dal popolo perché ha un proprio codice d’onore che segue senza cedimenti dandosi alla macchia.

La storia è raccontata con gli occhi e le parole di Vanni, il figlio adolescente di Riccio.

Vanni, anche se ha soltanto 15 anni, è cresciuto in fretta ed ha imparato ad amare il padre, quasi sempre lontano, grazie alla mediazione di Bella, sua madre, una donna forte e coraggiosa, gran lavoratrice della terra, dal carattere ruvido ma al tempo stesso dolce, fedele compagna di Riccio.

Ma ad accompagnare il cammino di Vanni ci sono anche altre due donne: la studentessa Caterina e la cameriera Nora.

Ermanno Detti racconta e descrive la bellezza della Maremma, di questa terra selvaggia, di butteri e di malaria, di anarchici e di briganti, con  un mix di realismo e poesia ma soprattutto con molto affetto perché la Maremma è la sua terra, dove è nato e cresciuto. “Non potevo dire di amare quella terra- rivela Vanni nel libro- e allo stesso tempo non potevo farne a meno. La sentivo ostile, per le sue paludi mefitiche, cosparse di canneti selvatici, per i suoi boschi folti inesplorabili, per le stagioni così violente, perché era selvaggia sempre, anche dove gli uomini avevano cercato di domarla. Ma la sentivo dentro di me, profondamente amica, per le sue colline morbide e sinuose che si innalzavano sulla pianura, per i profumi delle erbe, come la lupinella o la camomilla, per i butteri così ruvidi e così attenti ai cavalli e ai bovini da trattarli con durezza quando erano ribelli e con tenerezza se deboli e bisognosi di cure”.

E ancora: “Era una giornata dal cielo limpido. In lontananza, la luce abbagliante si rispecchiava nel mare interrotto dal promontorio dell’Argentario, che si inoltrava a perdita d’occhio, quasi con violenza, nel mare e nella bruma lattiginosa”.

Tra i tanti personaggi di questa storia un rilievo particolare assume la figura di Martina, il merciaio anarchico che, insieme a pentole e utensili vari, offre ai suoi clienti anche giornali e racconti popolari, dimostrando come l’accesso alla parola scritta sia, in ogni epoca, un importante strumento di presa di coscienza e di emancipazione.

“L’ultimo dei briganti” è, dunque, un libro per ragazzi ma è, senza dubbio, una piacevole lettura per tutti perché Detti, con il suo racconto, ci coinvolge, interessa, commuove, ma soprattutto ci fa riflettere.

 

 

 Ermanno Detti “L’ultimo dei briganti” ( Sonda, 2014)

 pp. 144; 14, 00 euro

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 16 Maggio 2014 07:07 )
 

Una storia toccante

Giovedì 03 Aprile 2014 11:08 Maria Fanizza
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Maria Fanizza

 Bari 2 Aprile 2014 Teamigrtro Petruzzelli.

Il giornalista Fabrizio Gatti, ieri al Petruzzelli, a Bari ha presentato una storia molto toccante: quella di tanti bambini siriani partiti dal loro paese per raggiungere l'Italia.

Gatti ha esordito chiedendo in modo provocatorio “Voi dove eravate il giorno 10 Ottobre 2013 alle 10 di sera ?” Ed ha iniziato a raccontare : "Un peschereccio stracolmo di bambini con i loro genitori parte dalla Libia, navigando lungo la costa verso la Tunisia, così da poter poi raggiungere Lampedusa o la Sicilia.Sono un gruppo di medici e ingegneri che scappano dalla Siria, dove sono impegnati, invece che come medici specializzati, come estrattori di proiettili dai corpi dei soldati. Il loro desiderio é quello di andare in Svezia, per ottenere il visto di soggiorno che viene concesso solo a chi risiede nel paese della penisola scandinava o andare negli Emirati Arabi o in Egitto, ma anche lì vige la stessa regola».
«Milleseicento dollari per poter arrivare in Italia. Su una carretta stracolma, l’1,6 per cento di rischio, calcolato studiando da internet le percentuali degli sbarchi in Italia, e perciò vale la pena rischiare e fare quel viaggio».

Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Aprile 2014 18:15 ) Leggi tutto...
 

Paper per Facebook a scuola

Martedì 15 Aprile 2014 16:56 Maria Fanizza
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Mario Bosco

Mariella Fanizza

Paper per Fb a scuola

 

 

"A. Volta" Bari

 

 

Abbiamo costituito un gruppo di lavoro sull'app Paper per Facebook di docenti e studenti con lo scopo di disegnare un e-newspaper di classe che sostituisca il Giornale (o Diario)  di classe cartaceo: una specie di agenda contenente tutte le informazioni sulla classe giorno per giorno.

Vedi il link

https://docs.google.com/file/d/0B5PXc6NoXaY_a2hDS0RJX2NDdGM/edit

 

 

Una proiezione "speciale" per le scuole

Sabato 01 Marzo 2014 09:34 Vincenza Fanizza
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Una proiezione “speciale” per le scuole

 

di Vincenza Fanizza

 FIRENZE- Per gli studenti una mattinata di proiezioni e riflessioni su “Identità, ruoli e maschere tra infanzia e adolescenza”, a partire dal film “Tomboy” di Céline Sciamma ( Francia, 2011), sabato 8 marzo 2014, ore 9.30, al Cinema Odeon, piazza Strozzi.

L’iniziativa è organizzata da Cristina Giachi, Assessore all’Istruzione, Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Firenze e da Maresa D’Arcangelo e Paola Paoli, direttrici del Laboratorio Immagine Donna.

“Il film più interessante- spiegano gli organizzatori- e più premiato degli ultimi anni, sulle dinamiche dell’identità sessuale tra infanzia e adolescenza, quasi un classico per ampiezza di discussioni e saggi ad esso dedicati, è, senza dubbio, Tomboy di Céline Sciamma. Film molto amato dalla critica e come spesso accade, con poche occasioni di visione nel nostro paese”.

Infatti nella grande tradizione dei film francesi sull’infanzia, da “Zero in condotta” di Jean Vigo a “I quattrocento colpi” e di François Truffaut, Céline Sciamma racconta le avventure di una bambina di dieci anni che decide di crearsi una nuova identità per gioco, motivazioni profonde o desiderio di sperimentare “la vita degli altri”. Complici il trasferimento della famiglia in una periferia parigina dove nessuno la conosce e le vacanze scolastiche che non prevedono documenti di identità, Laure si presenta come Mickael ai ragazzini del vicinato e, per un’estate, con un certo successo, si spaccia per maschio.

La pellicola è stata presentata in anteprima al Festival di Berlino, nel febbraio 2011, come film d'apertura della sezione Panorama. Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 20 aprile e successivamente è stato presentato in numerosi festival cinematografici internazionali. In Italia è stato presentato ad aprile nel corso della 26a edizione del Torino GLBT Film Festival e distribuito nelle sale il 7 ottobre, a cura della Teodora Film.

Sabato 8 marzo 2014, all’Odeon, parteciperanno alla discussione e risponderanno alle domande e curiosità degli studenti, esperte di cinema e studi di genere.

Per prenotare: E.mail ; fax 0554486908  

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Marzo 2014 15:12 )
 


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