Un nuovo parco
Un nuovo parco attrezzato nel giardino del castello a Bari Mario Bosco
Il giardino del castello a Bari diventerà uno spazio aperto alla città con una area attrezzata di 5mila 200 metri quadrati, dove accanto ai percorsi per lo sport e ai giochi per bambini ci sarà anche un chiosco per un bar. L’area, ceduta al Comune dal Provveditorato ai lavori pubblici, sarà di fatto uno spazio pubblico verde a servizio della città e soprattutto, per la sua vicinanza, al borgo antico.
L’area che si trova in corso De Tulio attualmente è recintata ed è caratterizzata da 88 alberi di pino, 22 dei quali, come si legge nella relazione generale allegata al progetto, sono «trascurati » , danneggiati « da interventi di potatura non idonei » . E per questiultimi l’unica soluzione possibile è quella dell'abbattimento. Gli altri invece potranno essere messi in sicurezza e recuperati. Quelli che verranno espiantati saranno sostituiti con altri alberi. Il progetto è quello di « configurare questo spazio verde come un piccolo parco attrezzato, senza compromettere il carattere boscoso che questa area attualmente possiede » . All’interno dell’area saranno realizzati due percorsi. Il primo, «veloce», è di fatti dedicato a chi vuole fare sport, dall’ingresso di corso De Tullio si snoda fra gli alberi per 300 metri. Il secondo percorso include più itinerari ( per un una lunghezza complessiva di 160 metri) che ricalcano la geometria dei giardini all’italiana.
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La fiera del fischietto
La fiera del fischietto Fanizza Maria
A Rutigliano da venerdì e’ in corso “La Fiera del Fischietto” per celebrare e valorizzare l'artigianato artistico pugliese, patrimonio unico che si inserisce in un contesto più ampio di eccellenze legate alla tradizione ceramica della nostra regione. Da mattina a sera, la Pineta Comunale ospiterà l’area fieristica della manifestazione, impreziosita dalla presenza degli stand degli artigiani e degli hobbisti che metteranno in mostra le proprie opere,nel primo pomeriggio, c’è stata la benedizione degli animali sul sagrato della chiesa di San Domenico. Un momento che, da sempre, chiama a raccolta la comunità rutiglianese.
La fiera del fischietto da sempre mette in evidenza un artigianato artistico unico, straordinario e autentico inserito nella rete delle città ceramiche di Puglia, oltre che in un sistema di riorganizzazione dell'offerta turistico-culturale di quel territorio La fiera del fischietto guarda alle radici della tradizione ceramista ma guarda anche al futuro in termini di ridefinizione dell'offerta e di diversificazione del prodotto. Per salvaguardare questa tradizione pugliese e’ stato anche dato inizio all'iter per la creazione della Fondazione tra Comune, Regione e Università con lo scopo di istituzionalizzare e dare uno strumento per far conoscere l'arte figula, anche attraverso una scuola di formazione con i maestri di generazioni differenti che possono portare avanti un mestiere importante che raccoglie tradizione e innovazione e custodisce e salvaguarda e preserva questa bellissima tradizione che è un tratto distintivo della puglia e resiste ai tanti cambiamenti di questi tempi, anche grazie al lavoro di diversi livelli istituzionali. Sabato 25 e domenica 26 gennaio sarà proiettato un video mapping sulla Torre Normanna della cittadina, con alcune storie. Ci saranno anche dei laboratori per i più piccini,di manipolazione dell’argilla, mostre, dibattiti e la fiera si sposterà nel centro del borgo antico.Giovedì 30 gennaio, infine, è in programma la cerimonia di premiazione del 36o Concorso Nazionale del Fischietto in Terracotta che, anche quest’anno, ha chiamato a raccolta artisti provenienti da tutta Italia, confrontatisi sul tema "AI Intelligenza Artigianale - Un viaggio nel futuro
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La pace a Gaza
La pace a Gaza” Maria Fanizza
La pace a Gaza dopo 15 mesi di orrori e atrocità rappresenta un sogno condiviso da milioni di persone, una frase che simboleggia la possibilità di una nuova era per un territorio segnato da decenni di conflitto. Un nuovo inizio per una terra ferita. Tante le emozioni nel vedere le immagini di tante persone che incredule tornano a casa, dopo anni di sofferenze e conflitti, raccontano un momento straordinario. Volti segnati dalla fatica ma illuminati dalla speranza, abbracci che parlano di riconciliazione, e mani che finalmente si incontrano per ricostruire ciò che è stato distrutto.
In queste scene si condensano le emozioni di un popolo che ha atteso a lungo: la gioia del ritorno, il dolore per ciò che è stato perso, ma soprattutto il desiderio di un futuro diverso.Per molti, tornare a casa significa più che riconquistare un luogo fisico: è il recupero di un’identità, la possibilità di riappropriarsi della propria vita. Gaza, così spesso associata a distruzione e disperazione, torna a essere vista come un luogo di radici e rinascita.
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Mettere al bando i voti a scuola
Stop ai voti tradizionali Mario Bosco
Stop ai voti tradizionali, ora i compiti a casa corretti dall’insegnante vengono valutati con suggerimenti e giudizi emotivi e coinvolgenti. Un metodo educativo utilizzato dal maestro di scuola elementare, Gabriele Camelo, docente di italiano e inglese all’istituto comprensivo “Rita Borsellino”, a Palermo. “Non faccio nulla di speciale. Ogni insegnante crea un rapporto di fiducia coi propri alunni, a modo suo. Io li motivo con delle frasi, perché senza una motivazione non si fa nulla nella vita”, dice l'insegnante Camelo.
La disputa sull’utilizzo dei voti (intesi come scale numeriche) da parte dei docenti per giudicare il livello di apprendimento raggiunto dai discenti ha un andamento fluttuante. In questi ultimi mesi e giorni è tornata d’attualità a seguito della decisione del governo Meloni e del ministro Valditara di aggiungere l latino e di imapare a memoria le poesie e di introdurre lo studio della Bibbia. Una.Scelta interpretata da alcuni come indicativa della volontà del primo governo di Destra-centro di accentuare il carattere selettivo della scuola, Dal mondo della scuola giungono segnali contrastanti: Nella scuola primaria il superamento del voto numerico, sostituito dai giudizi descrittivi (avanzato, intermedio, base, in via di prima acquisizione, e relativi descrittori), è stato metabolizzato dagli insegnanti, meno dalle famiglie, che spesso chiedono “a che voto corrisponde il giudizio”, ma si può dire che l’obiettivo di eliminare gli aspetti competitivi o afflittivi della valutazione espressa con i voti sia stato conseguito. Nella scuola media (secondaria di primo grado) i voti in decimi sono stati mantenuti, affiancati da giudizi sintetici di fine quadrimestre e anno, ma con la progressiva scomparsa delle bocciature hanno di fatto perso il carattere selettivo e ansiogeno che avevano negli anni Sessanta di don Milani.
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