Bari si prepara a festeggiare N.Piccinni
Bari si prepara a festeggiare N.Piccinni. Maria Fanizza
Anche quest’anno un programma ricco di eventi organizzati dal FAI in collaborazione con il Museo Civico per celebrare il compleanno di Niccolò Piccinni, il grande musicista e compositore nato a Bari il 16 gennaio del 1728.
Il compleanno di Niccolò Piccinni, è ormai un appuntamento consolidato per la città di Bari che in questo modo rende omaggio al genio e alle opere di un compositore che ben rappresenta la nostra identità culturale e che merita di essere sempre più conosciuto e valorizzato.Questo è il 297° compleanno di Niccolò Piccinni, e a Bari si festeggia dal 2020 sulla scia dell’entusiasmo per la restituzione alla città del teatro comunale a lui intitolato Ed è nel foyer del teatro Piccinni che il 15 gennaio, in occasione del concerto dell’orchestra Sinfonica metropolitana, verrà esposto un ritratto giovanile del nostro illustre concittadino realizzato da un pittore anonimo a metà dell’800.
Nel corso degli anni la manifestazione si è progressivamente ampliata, riscontrando il favore del pubblico, potendo contare su collaborazioni eccellenti di musicologi e accademici, sulla partecipazione dell’erede di Piccinni, Maximilian Seren Piccinni, e su una crescente adesione delle scuole, delle associazioni culturali e di enti pubblici territoriali come la Regione Puglia, che il 16 gennaio aprirà le porte del Kursaal Santalucia con la fanfara del Comando militare, o Aeroporti di Puglia, che farà risuonare la musica di Niccolò Piccinni nello scalo barese.
Ulteriori conferme del valore della manifestazione sono il percorso di valorizzazione avviato dal Comune di Bari con la procedura di partenariato pubblico-privato che porterà alla riapertura al pubblico, dopo più di 30 anni, della casa natale di Niccolò Piccinni in piazza Mercantile, e il lavoro di revisione di circa 50 partiture di ouverture e sinfonie inedite portato avanti dal direttore artistico dell’orchestra Sinfonica metropolitana Vito Clemente, ormai stabilmente inserite nel programma dei concerti.
Far conoscere la figura del grande musicista barese, molto famoso a Parigi alla corte di Luigi XVI, che nel Settecento contribuì a innovare l’Opera Buffa portandola al successo.
Di seguito il programma completo:
mercoledì 15 gennaio
· ore 18.45, nel teatro comunale “Niccolò Piccinni”: conversazione su Niccolò Piccinni nel giorno del suo compleanno, con Dinko Fabris, Michèle Sajous, Pierfranco Moliterni, Lorenzo Mattei, Melucci e Cirillo.
· ore 19.30, nel teatro comunale “Niccolò Piccinni”: concerto “Buon compleanno Maestro Piccinni” della ICO Orchestra metropolitana diretta dal Maestro Sabino Manzo, che eseguirà brani tratti dal repertorio di Niccolò Piccinni, con prima esecuzione in tempi moderni del “Laudate Pueri” (costo del biglietto: intero 5 euro; sconto FAI 2 euro; sconto over 65 anni 1 euro - presso biglietteria del Teatro Piccinni)
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Benvenuti a teatro
Benvenuti a una fiaba senza tempo che si fa specchio della nostra società! Fanizza Maria
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Un racconto universale, un messaggio eterno
Benvenuti a una fiaba senza tempo che si fa specchio della nostra società!
“Il vestito nuovo dell’imperatore”, tratto dal celebre racconto di Hans Christian Andersen, ha preso vita sul palcoscenico a Molfetta al teatro "La Madonna della rosa"in una rappresentazione teatrale vivace e ricca di significato. Questa storia, apparentemente semplice, rivela la profondità delle dinamiche umane: la vanità del potere, il conformismo, la paura di dire la verità e il coraggio dell’innocenza.
Il nostro imperatore, vanesio e ossessionato dall’apparenza, è ingannato da tre furbe sarte che promettono di creare un abito straordinario, visibile solo a chi è intelligente e degno della propria posizione. L’intera corte, timorosa di apparire incompetente, accetta l’inganno, e così anche il popolo. Ma sarà la voce di un bambino, pura e coraggiosa, a spezzare l’incantesimo e rivelare la verità: l’imperatore è nudo!
La messa in scena combina momenti di grande comicità con un sottile messaggio sociale: quanto spesso ci lasciamo condizionare dall’opinione altrui? Quanto siamo disposti a fingere, pur di sentirci accettati?
Con costumi fantasiosi, una scenografia evocativa e una recitazione brillante, questa produzione teatraleha ha coinvolto spettatori di tutte le età, offrendo risate, riflessioni e un invito a non avere paura di dire la verità, anche quando sembra scomoda.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 06 Gennaio 2025 08:07 )
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Martedì di pace
I martedì di pace Mario Bosco A Bari, “ città operatrice di pace e denuclearizzata”, da sempre antifascista (nel 1944 ha ospitato il congresso dei comitati di liberazione) ogni martedì si parlerà di pace: un ciclo di incontri e talk (alle 17,30 nella sala ex tesoreria a Palazzo di Città; ingresso libero) Con la partecipazione di storici, attivisti, movimenti pacifisti, docenti universitari e scienziati, organizzati dall’amministrazione comunale e dall’Anpi (associazione nazionale partigiani italiani).L’iniziativa, promossa da Comune di Bari e Anpi, è rivolta a tutti i cittadini e in particolare agli studenti e nasce dal bisogno di riaffermare, in questi tempi sconvolti da conflitti militari dentro e fuori l’Europa e minacciati dall’impiego di armi nucleari, che Bari è “città operatrice di pace” e “città denuclearizzata” per decisione del Consiglio comunale. «La pace - sostiene il sindaco Vito Leccese - è uno dei valori fondanti dello statuto della nostra città. Ringrazio l’Anpi per aver accettato ancora una volta di essere al nostro fianco in questo progetto a tutela della memoria e dell’impegno collettivo per la pace e contro tutte le guerre. Ho scritto al Papa auspicando che Bari, città santa tanto per i cattolici quanto per gli ortodossi, possa ospitare nell’anno giubilare un evento che accompagni i negoziati di pace per la vicenda russo- ucraina » . Un progetto realizzato anche in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione, che si celebra quest’anno. « Anniversario di liberazione e di liberazioni - così come ha ricordato Pasquale Martino, presidente dell’Anpi provinciale - che iniziano il 27 gennaio del 1945 con l’arrivo dell’armata rossa ai cancelli di Auschwitz segnando l’avvio dello sgombero di tutti campi di sterminio, cui seguirà la liberazione delle grandi capitali europee e delle città italiane » . « Con questa iniziativa, dunque - conclude - ci poniamo idealmente sulla strada aperta dai partigiani della pace perché l’obiettivo fondamentale dell’antifascismo oggi è raggiungere la pace e continuare a costruire una cultura della pace in questa città, che ha una storia importante di liberazione e pacifismo » . Significativa anche la scelta del dipinto del Tintoretto del 1577 che raffigura Minerva che allontana Marte da Pace e Concordia, che campeggia sulla locandina.
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Il vestito nuovo dell’imperatore

Il vestito nuovo dell’imperatore Maria Fanizza
Il 5 gennaio va in scena a Molfetta al teatro del carro presso il teatro “La Madonna della rosa” per la regia di Francesco Tammacco:”Il vestito nuovo dell’imperatore”. Interpretato dai partecipanti al corso di Teatro “Sabrina Nobile”tenuto daL regista Francesco Tammacco.
La nudità del potere: una lezione dal “Vestito nuovo dell’imperatore”
Nella società dell’apparenza, pochi racconti riescono a colpire il bersaglio con la stessa precisione della fiaba di Hans Christian Andersen, “I vestiti nuovi dell’imperatore”. Pubblicata nel 1837, questa storia apparentemente semplice continua a rivelare una tagliente critica sociale che risuona anche nei nostri tempi moderni.
L’imperatore vanitoso, disposto a tutto pur di impressionare il proprio popolo con un abito “speciale”, e i truffatori che sfruttano la sua arroganza, incarnano una dinamica ancora oggi familiare. L’inganno, secondo Andersen, non nasce solo dalla furbizia dei truffatori, ma dalla debolezza del potere: un’autorità che si fonda sull’ego e sulla paura del giudizio piuttosto che sulla saggezza e la trasparenza.
La forza di questa fiaba sta nella sua universalità. Il meccanismo del conformismo, che spinge i sudditi ed i cortigiani a fingere di vedere l’inesistente per paura di essere giudicati, non si limita al regno di Andersen. Lo ritroviamo ovunque: nei consigli d’amministrazione di aziende, nelle decisioni politiche, persino sui social media, dove spesso si preferisce seguire la massa piuttosto che dire la verità.
Significato dell’Opera
1.Critica alla vanità del potere
•Il personaggio dell’imperatore rappresenta un leader arrogante e ossessionato dalle apparenze, incapace di riconoscere la realtà perché circondato da adulatori e bugiardi. Il vestito inesistente diventa una metafora del potere vuoto, che si fonda su illusioni e sull’autocelebrazione.
2.L’ipocrisia della società
•I sudditi e i cortigiani, pur vedendo chiaramente che l’imperatore è nudo, preferiscono tacere per paura di sembrare stupidi o incompetenti. Calvino evidenzia come il conformismo e la paura del giudizio sociale portino le persone a mentire o a fingere di accettare l’assurdo.
3.Il coraggio della verità
•Solo un bambino, con la sua innocenza e spontaneità, è capace di affermare ciò che tutti sanno: “Il re è nudo!”. Questo momento rappresenta la forza della verità, che può smascherare le bugie collettive e distruggere le illusioni create dal potere.
Ultimo aggiornamento ( Domenica 05 Gennaio 2025 13:56 )
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